VIDEO: Placca Aterosclerotica: lo Studio JAMA Cardiology Conferma Quello che Dico dal 2009

VIDEO: Placca Aterosclerotica: lo Studio JAMA Cardiology Conferma Quello che Dico dal 2009

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo. Punto. Non è uno slogan acchiappa-click, è un dato di fatto: oltre 20 milioni di decessi cardiovascolari ogni anno nel mondo, circa 220.000 solo in Italia, pari al 30% di tutti i decessi nel nostro paese.

E al centro di quasi tutti questi casi c'è una cosa precisa: la placca aterosclerotica.

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In questo video ti spiego cos'è davvero, perché si forma, e perché un nuovo studio pubblicato su JAMA Cardiology ha appena confermato qualcosa di cui parlo, controcorrente, dal 2009: il ruolo della vitamina K2 nel rallentare la calcificazione delle arterie.

Avevo già scritto un completo articolo in questo senso ma adesso ho fatto anche una live.

Guarda gli ultimi clamorosi studi nel mio video QUI:

 

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Cos'è davvero la placca aterosclerotica

La placca non è semplicemente "colesterolo che si attacca alle pareti". È una struttura molto più complessa, composta da:

  • Grassi e colesterolo
  • Cellule infiammatorie
  • Tessuto fibroso e collagene
  • Calcio
  • Detriti cellulari

Le prime lesioni possono comparire già tra i 20 e i 30 anni, e la prevalenza aumenta drasticamente dopo i 60. Una cosa che in pochi sanno: non conta solo quanto è grande la placca, conta quanto è stabile. Una placca piccola ma instabile può essere molto più pericolosa di una grande ma calcificata e "cicatrizzata".

Il colesterolo cristallizzato: il vero problema meccanico

Negli ultimi 20 anni si è scoperto che, all'interno della placca, il colesterolo può formare dei cristalli. Quando cristallizza, il suo volume aumenta del 45%. Questo aumento di volume letteralmente spacca i tessuti circostanti, danneggia la parete arteriosa e scatena l'infiammazione — in particolare attraverso l'inflammasoma NLRP3 e le citochine IL-1β e IL-18.

Per questo dire semplicemente "hai il colesterolo alto" non significa niente. Il colesterolo è prodotto per l'80% dal nostro fegato: il problema non è il colesterolo in sé, ma cosa succede quando si accumula e cristallizza nella placca in condizioni infiammatorie particolari.

Calcificazione: micro vs macro

Con il tempo, le placche si calcificano. E qui c'è una distinzione che pochi spiegano:

  • Microcalcificazioni: depositi piccoli, placche "fresche" e infiammate. Più instabili, più rischio di rottura.
  • Macrocalcificazioni: depositi più grandi e compatti, che cicatrizzano la lesione. Paradossalmente, più stabili.

Si misura tutto con il Coronary Artery Calcium Score (CAC): da 0 a 99 il rischio è presente ma controllabile, sopra i 400 il rischio cardiovascolare diventa molto alto.

La storia dimenticata della vitamina K2

Per capire perché la K2 è centrale in questo discorso, bisogna tornare indietro.

Negli anni '30, Weston Price, dentista americano, viaggiò il mondo studiando popolazioni di cacciatori-raccoglitori che vivevano ancora secondo le proprie tradizioni alimentari. La sua osservazione: queste popolazioni avevano una salute dentale e ossea sorprendentemente buona, a differenza della popolazione americana dell'epoca, già alle prese con problemi diffusi legati all'alimentazione moderna. Notò che queste diete includevano in abbondanza grassi animali, frattaglie, latticini da animali al pascolo, e pochissimi cereali raffinati o zuccheri.

Price identificò un nutriente che non riusciva a isolare, chiamandolo "attivatore X". Decenni dopo si scoprì che si trattava della vitamina K2.

Dal Nobel del 1943 alla scoperta dell'osteocalcina

  • 1929: il danese Henrik Dam scopre la vitamina K studiando la coagulazione nei pulcini
  • 1943: Dam ed Edward Doisy vincono il Nobel per la scoperta della vitamina K
  • 1975: Harvard Medical School scopre l'osteocalcina, la proteina K2-dipendente che trasporta il calcio nelle ossa
  • 1997: si conferma che la K2 (distinta dalla K1) è cruciale per il deposito corretto del calcio
  • 2007: si conferma la carenza diffusa di K2 nella popolazione moderna

Il problema è semplice: dagli anni '80 le linee guida hanno demonizzato i grassi saturi — proprio gli alimenti che contengono K2 (burro da animali al pascolo, tuorlo d'uovo, frattaglie, formaggi fermentati). Il risultato è una popolazione strutturalmente carente di questa vitamina.

Come funziona la K2 nelle arterie

La K2 MK7 attiva la matrice glaproteica (MGP), una proteina che impedisce al calcio di depositarsi dove non dovrebbe — cioè nelle pareti arteriose — e lo indirizza correttamente verso ossa e denti.

Senza K2 attiva, questo meccanismo di "traffico del calcio" non funziona bene: il calcio che dovresti assumere per le ossa rischia di finire, almeno in parte, anche dove non serve.

Lo studio JAMA Cardiology: cosa dice davvero

Ed eccoci al punto. Lo studio pubblicato su JAMA Cardiology ("2-Year Vitamin K2 (MK-7) Supplementation and Coronary Artery Calcification") ha fatto questo:

  • 180 pazienti con malattia coronarica già diagnosticata
  • Studio randomizzato, controllato con placebo
  • Un gruppo ha ricevuto vitamina K2 MK7, l'altro un placebo, per 2 anni
  • Misurazione tramite CT coronarica con CAC score a inizio e fine studio

I risultati

  • Gruppo placebo: CAC mediano passato da 145 a 214
  • Gruppo K2: CAC mediano passato da 135 a 184
  • La progressione della calcificazione è stata circa il 24% più lenta nel gruppo trattato con K2 rispetto al placebo

L'effetto è risultato particolarmente marcato sulle placche non ancora calcificate, cioè quelle "di nuova formazione" — suggerendo un possibile ruolo preventivo nelle fasi iniziali del processo.

Le parole dei ricercatori sono chiare: la supplementazione con K2 MK7 per due anni può rallentare la calcificazione delle placche non calcificate in pazienti con malattia coronarica asintomatica.

Ma il dato sulla progressione della calcificazione è comunque, a mio parere, un risultato notevole, perché va esattamente nella direzione che sostengo da quindici anni, quando di studi così ancora non ce n'erano.

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Le due forme di K2: MK4 vs MK7

Non tutta la K2 è uguale:

MK4 MK7
Fonte alimentare Carne, formaggi Fermentazione batterica
Durata nel sangue Breve Fino a diverse decine di ore
Efficacia nel tempo Minore Maggiore

Per questo, quando si parla di calcificazione arteriosa, la forma di riferimento studiata e più utilizzata è la MK7.

Cosa fare in pratica

Senza entrare in dosaggi specifici — che vanno sempre discussi con il proprio medico in base al quadro clinico individuale, eventuali terapie anticoagulanti in corso e genetica personale — ecco i punti chiave:

  1. Alimentazione: privilegia alimenti che contengono naturalmente K2 — carne da animali allevati al pascolo, tuorlo d'uovo, burro da animali al pascolo, alimenti fermentati 
  2. Vitamina D: la K2 lavora in sinergia con la vitamina D, mai una senza l'altra
  3. Qualità dell'integratore: se scegli un integratore, verifica che sia nella forma MK7, senza glutine, lattosio, soia, lieviti, biossido di titanio o additivi superflui
  4. Parlane col tuo medico, soprattutto se sei in terapia anticoagulante: gli studi disponibili suggeriscono che la maggior parte degli anticoagulanti moderni non è K-dipendente, ma fa eccezione il warfarin, per cui serve sempre una valutazione individuale

Il quadro più ampio: stile di vita ancestrale

Chi segue il mio lavoro sa che il discorso K2 si inserisce in una visione più ampia: l'alimentazione di tipo ancestrale (Geopaleo), con carne, pesce, frutta, verdura e frutta secca, e una drastica riduzione di cereali raffinati, legumi, formaggi, zuccheri, oli industriali e cibi ultra-processati.

Quindi la tanto decantata dieta mediterranea è la peggiore in assoluto in questo senso. 

Quello che possiamo dire con certezza, oggi, è che la vitamina K2 MK7 ha ora uno studio randomizzato controllato, pubblicato su una rivista medica di alto livello, che mostra un effetto misurabile sulla progressione della calcificazione coronarica. Non è una opinione: è un dato.

E dopo 15 anni passati a parlarne quando nessuno voleva sentirne parlare, posso dire di sentirmi, almeno su questo punto, vendicato dalla scienza.

In sintesi

  • La placca aterosclerotica è la causa primaria della prima causa di morte al mondo
  • Non conta solo la dimensione della placca, ma la sua stabilità e il tipo di calcificazione
  • La vitamina K2 MK7 attiva la matrice glaproteica, che regola dove va il calcio nel corpo
  • Lo studio JAMA Cardiology 2024-2025 mostra una progressione della calcificazione coronarica il 24% più lenta con K2 MK7 rispetto al placebo, in 2 anni
  • Servono ancora studi che confermino la riduzione degli eventi cardiovascolari, ma il segnale è forte
  • Alimentazione di qualità, vitamina D e K2 MK7 di forma e purezza adeguata sono i pilastri da considerare, sempre in accordo con il proprio medico

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Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce in alcun modo il parere di un medico. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, soprattutto se sei in terapia farmacologica, parla sempre con il tuo medico di riferimento.

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