Fegato Grasso e Berberina: Cosa Dice il Nuovo Studio JAMA sul Metabolismo
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Cos’è la steatosi epatica metabolica (MASLD)
Berberina e glicemia: cosa dice lo studio
Berberina e colesterolo LDL
La steatosi epatica metabolica, oggi chiamata MASLD (Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease), è quella che fino a pochi anni fa veniva definita semplicemente “fegato grasso”.
In pratica significa che il fegato inizia ad accumulare grasso in eccesso NON principalmente per l’alcol, ma per alterazioni metaboliche come:
- insulino-resistenza
- glicemia alta cronica
- obesità viscerale
- trigliceridi elevati
- infiammazione metabolica
- sindrome metabolica
Il problema è che nella maggior parte dei casi NON dà sintomi evidenti per anni. Molte persone scoprono di averla solo durante un’ecografia o esami del sangue alterati.
Ed è proprio questo che la rende pericolosa.
Guarda anche le altre caratteristiche della Berberina in questo video:
Perché col tempo può evolvere verso:
- infiammazione epatica
- fibrosi
- cirrosi
- insufficienza epatica
- aumento del rischio cardiovascolare
Oggi la MASLD è diventata una delle malattie croniche più diffuse al mondo.
Le statistiche più recenti parlano di numeri impressionanti:
- circa il 38% degli adulti nel mondo avrebbe una forma di MASLD
- tra bambini e adolescenti la prevalenza è già tra il 7% e il 14%
- entro il 2040 alcuni ricercatori stimano che oltre il 55% degli adulti potrebbe svilupparla
- nel 2023 si stimavano circa 1,3 miliardi di persone colpite nel mondo
- entro il 2050 si potrebbe arrivare a 1,8 miliardi di casi
- nei soggetti con diabete tipo 2 la prevalenza può superare il 65%
Oggi la MASLD è considerata una delle principali conseguenze del deterioramento metabolico moderno ed è già una delle prime cause di trapianto di fegato in Europa e Stati Uniti.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica sta osservando sempre più da vicino alcune sostanze naturali coinvolte nella regolazione metabolica, nella sensibilità insulinica e nei marker infiammatori. Tra queste, una delle più studiate è senza dubbio la berberina.
Un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open ha analizzato gli effetti della berberina in 337 soggetti con steatosi epatica metabolica (MASLD), una condizione oggi sempre più diffusa e strettamente collegata a:
- alterazioni della glicemia
- accumulo di grasso viscerale
- resistenza insulinica
- infiammazione cronica
- rischio cardiometabolico
I partecipanti sono stati seguiti per 6 mesi in 11 ospedali cinesi e hanno assunto 1 grammo al giorno di berberina oppure placebo.
I dati più interessanti: LDL, ApoB e infiammazione migliorano
Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda il miglioramento di alcuni marker metabolici estremamente importanti.
Nel gruppo che assumeva berberina si sono osservate riduzioni significative di:
- LDL
- ApoB
- hs-CRP (proteina C reattiva ultrasensibile)
L’LDL è il cosiddetto “colesterolo LDL”, spesso definito impropriamente “colesterolo cattivo”. In realtà non è il colesterolo in sé ad essere “cattivo”, ma il fatto che livelli elevati di particelle LDL possano aumentare il rischio di accumulo nelle arterie in alcune condizioni metaboliche alterate.
ApoB significa Apolipoproteina B ed è considerata oggi da molti ricercatori un marker ancora più importante del semplice LDL. In pratica rappresenta il numero totale di particelle potenzialmente aterogene che trasportano grassi nel sangue. Più ApoB è alta, più aumenta il numero di “veicoli” che possono entrare nella parete arteriosa.
Altro fattore fondamentale per le malattie cardio-vascolari è anche la lipoproteina(a) come spiegato in questo articolo
La hs-CRP, cioè proteina C reattiva ultrasensibile, è invece un indicatore di infiammazione sistemica cronica a basso grado. Valori elevati suggeriscono che l’organismo si trovi in uno stato infiammatorio persistente, spesso associato a obesità viscerale, insulino-resistenza, steatosi epatica e rischio cardiovascolare.
L’LDL è sceso mediamente di circa 7,7 mg/dL rispetto al placebo, mentre ApoB e hs-CRP hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi.
E questo è fondamentale perché oggi sappiamo che il metabolismo NON si valuta soltanto dal peso corporeo.
Sempre più studi collegano infatti:
- infiammazione metabolica
- glicemia alterata
- ApoB elevata
- insulina alta cronica
- steatosi epatica
- disfunzione mitocondriale
all’invecchiamento accelerato e ai problemi cardiometabolici moderni.
La berberina e il metabolismo energetico
Lo studio ricorda inoltre che la berberina agisce attraverso meccanismi collegati ad AMPK, uno dei principali regolatori del metabolismo energetico cellulare.
Secondo gli autori, la berberina può favorire:
- utilizzo del glucosio
- metabolismo degli acidi grassi
- sensibilità insulinica
- regolazione della produzione energetica cellulare
Non sorprende quindi che oggi sia una delle sostanze naturali più studiate nell’ambito del supporto metabolico.
Perché oggi il metabolismo è così alterato?
Il problema è che la maggior parte delle persone vive in un ambiente metabolico completamente artificiale rispetto alla nostra evoluzione.
Cereali, latticini, legumi, farine ultra-raffinate, zuccheri continui, snack industriali, sedentarietà, sonno alterato e pasti costanti mantengono il corpo in uno stato cronico di squilibrio metabolico.
Ed è qui che molte persone iniziano lentamente a sviluppare:
- glicemia instabile
- fame continua
- energia mentale bassa
- accumulo adiposo viscerale
- infiammazione persistente
Il punto quindi NON è cercare scorciatoie.
Il punto è creare un ambiente metabolico completamente diverso.
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La conclusione che molti ignorano
Oggi il vero problema NON è semplicemente il peso.
Il vero problema è il deterioramento metabolico progressivo che milioni di persone sviluppano senza rendersene conto.
Ed è proprio qui che sostanze come la berberina stanno attirando sempre più attenzione scientifica.
Perché il metabolismo non riguarda soltanto le calorie.
Riguarda il modo in cui il corpo produce energia, gestisce glucosio, infiammazione e nutrienti in un ambiente alimentare completamente cambiato rispetto a quello per cui siamo stati progettati.